Visualizzazione post con etichetta Pippo Faina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pippo Faina. Mostra tutti i post

mercoledì 11 novembre 2015

Pippo Faina, doppio ex della sfida Torino-Milano*


Coach Faina concentratissimo nel pre-partita al Ruffini



Buongiorno coach e grazie per la disponibilità, abbiamo il piacere di scambiare due parole con lei, doppio ex della sfida Torino-Milano. Quali ricordi conserva nella sua memoria, del periodo milanese e quali dell'avventura, più breve, in terra sabauda?

Pippo Faina: A Milano ho passato talmente tanti anni che circoscrivere un ricordo mi è praticamente impossibile, nonostante io sia dotato di ottima memoria, come è noto. Ma se devo scegliere, degli anni di Milano a cavallo tra gli anni '80 e '90, ricordo con piacere le lunghe partite a ruba mazzetto contro Marzorati, grande leggenda in fase discendente allora, con quei baffetti mi fregava sempre, lo chiamavano "arsenio Lupin" proprio per la sua abilità di ladro appunto a ruba mazzetto. Gli devo ancora dei soldi, mi hanno detto poi che in realtà nonostante avesse passaporto italiano era americano, pensate, e vi do una notizia, pare che abbia allenato anche in ENNE-BI-A successivamente a quell'esperienza, mi farebbe piacere incontrarlo nuovamente, grande Mike Marzorati!
Di Torino, ricordo in particolar modo che fui chiamato dal GM che avevano allora, Casaleggio, in particolare per far crescere i gioiellini che avevano appena acquistato, l'agrigentino Imbrò e il pescarese Tessitori, gran bei giocatori, anche se scoprii poi che erano un po deboli di udito, non sempre si giravano quando li chiamavo per nome, infatti un po mi stufai di ripetere loro alcuni concetti, ma devo dire che fu comunque un bella esperienza, la panchina del parco Ruffini era molto comoda dal punto di vista ergonomico.









Pippo, ci appare piuttosto confuso sulle sue precedenti avventure. Sicuramente lei è stato successore di Rubini sulla panchina delle scarpette rosse e vice di Gamba in nazionale e nel recente passato è stato accostato alla panchina di Torino (nel marzo 2014, dopo la sconfitta della PMS contro Trento), quanto di vero c'era in quel rumors?


Pippo Faina: Si in effetti ho avuto una buona carriera, anche se i nomi che citate non li ho mai sentiti, forse confondete sport...per quanto riguarda il 2014, in effetti mi fissarono un appuntamento in un ufficio in campagna , non esattamente Torino, mi pare un paesino che si chiama Caruso, comunque sia all'indirizzo che mi avevano indicato fui accolto da un personaggio vestito da carnevale, che mi dicono da quelle parti durare anche a marzo, in ogni caso mi fermai a bere qualche bicchiere di erbaluce con lui, personaggio molto simpatico, anche se parlava una lingua che non conoscevo, passammo qualche ora piacevole insieme, ma di basket non parlammo mai, o almeno, non mi parve, e quindi non se ne fece niente. Molto buono il vino però.



Pippo con gli occhi della tigre

Oltre che sulle sue precedenti esperienze lavorative, forse ha qualche "buco" di memoria anche sul resto della sua avventurosa vita. Numerosi aneddoti e racconti epici narrano di un Faina gran giocatore di bridge, si diletta ancora con le carte?


Pippo Faina: Si certo, il bridge è la mia ragione di vita, è un gioco molto simile al basket, direi ancora più emozionante e strategico, mi serve molto per allenare la mia memoria infallibile, che come sapete è riconosciuta in tutti i posti dove ho allenato, da Avellino a Trieste, passando per Pesaro e infine alla Reyer, a Venezia in particolare c'è un club di bridge fantastico che torno a frequentare non appena posso, si trova proprio vicino alla famosa Piazza Maggiore, si gioca a Bridge e si beve un ottimo Sassicaia, il tipico vino veneziano, ve lo consiglio accompagnato con pane carasau e nduja.


Un ridanciano Faina al PalaRuffini
Continuiamo a notare delle incongruenze nei suoi racconti.
Dall'alto della sua esperienza cosa si sente di suggerire a Repesa e Bechi?

Pippo Faina: Repesa e Bechi, sono i tipici coaches di scuola Slovena, anche se Jasmin è meno fissato sulla difesa rispetto al collega più giovane, consiglio loro di non essere troppo rigidi con se stessi, ma di mettersi un po in discussione, soprattutto Luca, a volte esagera col gioco troppo organizzato in attacco e questa difesa asfissiante studiata nei minimi particolari, il basket è anche libertà , un po di improvvisazione ci va, anche se ammiro molto Luca, che peraltro non è mai banale nelle analisi postpartita , cosa non facile. Beh Jasmin invece è il solito burlone, che forse è un po troppo lascivo coi suoi giocatori, ma si sa questi sloveni, basta un bicchiere di filu e ferru e te li compri in un secondo, credo si spieghi cosìil minutaggio altissimo di Alessandro Gentile, che non dovrebbe neanche alzarsi dalla panchina secondo me, direi il punto debole di Milano, strano che Jasmin non se ne renda conto.



Faina con felpa d'ordinanza PMS Basketball
Una fonte, che preferisce restare anonima, ci ha rivelato che qualche anni fa era dedito al footing in torno ai palazzetti dove si allenavano le sue squadre, cosa fa per mantenersi in forma?


Pippo Faina: A me non interessa la forma fisica, l'importante è allenare la memoria e modestamente credo di essere veramente un fenomeno da questo punto di vista, comunque si, quando ero a Torino correvo sempre da dentro al palazzetto fino al tavolino in pietra che si trova proprio nel parco vicino alla porta carraia, avevo fatto amicizia con dei simpatici pensionati che giocavano a briscola proprio li, credo di aver perso quasi 5000 euro, ma almeno ho imparato il napoletano, nell'unico anno in cui ho allenato infatti a Napoli nel 1980, avevo iniziato a studiarlo, ma non feci in tempo, perchè poi mi chiamarono a Forlì , dove imparai però a parlare il dialetto emiliano.

Tornando all'attualità che partita prevede fra Torino e Milano domenica prossima?

Pippo Faina: sarà simile ad una partita a scacchi, fra due abili strateghi della palla a spicchi, non escludo che Bechi possa inventare una mossa a sorpresa, spiazzando il pur preparato Repesa. Comunque sia buona partita a tutti e seguitemi in TV, mi raccomando.




* L'intervista è completamente inventata e frutto di fantasia


venerdì 7 novembre 2014

I 7 consigli del Messia Faina per tornare a far sorridere Valerio Amoroso

1) Fargli gestire il 100% dei possessi offensivi.


2) Istituire un casting permanente di potenziali neo fidanzate, direttamente al palaRuffini.


3) Tornare a fargli mangiare gli orsetti gommosi, ora off-limits per ordine di Pasquale.



4) Inserire nel coaching staff Amedeo Minghi e Mietta, per fargli cantare "Vattene amore" 
("Magari ti chiamerò: Trottolino Amoroso, Dudu dadadà 
ed il tuo nome sarà il nome di ogni città.")


5) Dilapidare risparmi di una vita e future pensioni integrative, acquistando di proprio pugno, una nuova e fiammante Lamborghini Diablo targata "Vale#13", alla faccia di quel barbone del Mancio che gira con una Porsche ormai vecchia di 2 anni.


6) Fornire a Valerio una sagoma di Lino Lardo (coach che lo mise fuori rosa alla Virtus Bologna) di modo che possa sfogarsi prendendola a calci e pugni.


7) Organizzare una serie di "amichevoli" con Biella per ricaricarlo a dovere.



giovedì 30 ottobre 2014

10 motivi per mettere sotto contratto Lester "Bo" McCalebb

1) E' comunitario ed è libero sul mercato (di Porta Palazzo).

2) E' rotto ma richiederà sicuramente uno stipendio da sogno.

3) Compirà 30 anni a maggio del 2015, ed è adatto per proseguire sulla linea verde, dettata da Pasquale con gli acquisti di Giachetti, Fantoni, Rosselli e Lewis.

4) Essendo originario di New Orleans, ha imparato a pescare da giovanissimo, ed ora è pronto a procurare il pesce per il cacciucco di Fantoni. Bo è conosciutissimo in patria per essere un vero mago nel cucinare il Gumbo (una zuppa composta generalmente con frutti di mare).

5) Quando tornerà coach Faina, potranno andare assieme a pesca all'Idroscalo.


6) Tira male da 3, ma confronto a Davion Berry sembrerà Ray Allen.

7) Potremo sfoderare il piano B (detto anche piano Bo), dopo il "palla a Lewis e vediamo che caxxo succede", ora avremo anche il "palla a Bo e...Boh".


8) Dicono sia esperto in balli caraibici e quindi potrà dire la sua ai mondiali di questa specialità, che molto probabilmente si disputeranno al Ruffini nel corso del 2015.

9) Pur non essendo livornese ha familiarità con la toscana (peculiarità irrinunciabile per Bechi), pare abbia un lontano cugino di Cecina ed ha disputato due campionati di serie A, con Siena.



10) Per ambientarsi meglio a Torino, potrà contare anche sulla nutrita comunità macedone (sua seconda e amata patria) molto attiva nel settore della prostituzione di medio bordo. Inoltre assieme a Mancio potrà raggiungere facilmente Milano, per trascorrere delle notti brave insieme a David Moss.

lunedì 18 agosto 2014

Bechi, è già crisi!!! Pippo Faina in rampa di lancio.

Coach Faina concentratissimo nel pre-partita al Ruffini



E' già rottura in casa PMS "Cacciucco Livorno" Torino. L'autoritarismo di coach Bechi è stato mal digerito da Stefano Mancinelli, che al primo richiamo per un movimento errato pare abbia sbottato:"questo rompe il caxxo peggio di Pillastrini". E' nato subito un alterco al culmine del quale l'ex capitano della nazionale ha preso la via del parcheggio, dove era posteggiata la MancioCar#6. Con una violenta accelerazione e producendo una sgommata degna di SuperCar, Mancinelli ha piantato in asso tutti, non prima di aver assestato una testata in piena fronte al presidente Forni, che provava a farlo ragionare, urlandogli:"Sdefano, dove vai? Bensagi bene brima di fuggire!"

Pronta la risposta della società che ha preso le parti della sua stella polare, ovvero Mancinelli.
Pare sia già stato contattato coach Pippo Faina, gradito all'ex fortitudino.


Pippo Faina con gli occhi della tigre

Rimane quindi in sospeso la partecipazione di coach Bechi ai mondiali di Discodance di ottobre, previsti presso il palaRuffini. L'organizzazione dell'evento planetario perderebbe una pedina fondamentale per la buona riuscita dell'happening.

Un ridanciano Faina al PalaRuffini
L'ultima panchina occupata da Faina, dopo l'esperienza torinese, è stata quella del parco Lambro di Milano, quando ammirava, nelle lunghe giornate estive, i lavori stradali della zona.


Faina con felpa d'ordinanza PMS Basketball
Come condizioni per rientrare fra i ranghi gialloblu coach Faina pare abbia preteso una panchina con materassino in memory foam, per una posizione più confortevole.